Trasparenza

Con un colpo di mano
Cancellerei l’incerto
Il non vedere chiaro
Il finto e l’apparente
Le maschere usate
Da troppi troppo spesso
Cancellerei con grazia
L’affanno del sembrare
Usando imperterrito
I chimici solventi
Di quella verità
Contaminante
Strofinerei a fondo
Le superfici e il cuore
Assottigliando strati
Di fango e paure
Meschinità e dolore
Fino a trovare, pura
La vera trasparenza
Dell’essere reali.

Annabelle Lee

La serietà leggera

Facendo zapping sulla tv (attività che riempie di gioia il mio lui) mi è caduto l’occhio – o forse dovrei dire l’orecchio – su una frase detta da un anziano giapponese che sembrava stesse iniziando una giovane europea. Iniziarla a cosa non ve lo so dire, perché mentre l’orecchio mi cadeva sulla frase, l’occhio faceva lo stesso con l’angolo sinistro dello schermo e lì compariva la scritta XXX. Ma è stato solo un attimo, avevo già cambiato canale.

Quello che invece mi è rimasto impresso è stata la frase di cui voglio parlarvi, frase rivisitata da me perché non la ricordo con precisione (a quanto pare, il binomio saggezza/lussuria mi aveva stordito):

“Tratta i problemi seri con leggerezza e quelli piccoli con serietà.”

Magari è una frase famosa detta da qualche Osho e no, non ho fatto alcuna ricerca su Google per scoprirlo, preferisco vivere nell’incertezza dell’immaginato. Fatto sta che è la prima volta che la sento.

È una frase molto semplice. Un consiglio, per la precisione, un insegnamento. È anche una frase breve, bella da ascoltare. Nella sua brevità racchiude un paio di parole chiave magistralmente usate per creare due concetti complessi.

I problemi seri. I problemi seri sono da sempre grattacapi non indifferenti. Creano ansie, stress, preoccupazione e altre emozioni poco gradevoli. Tutti vorremmo farne a meno, evitarli per quanto possibile e ciò è del tutto naturale. Naturali però sono pure i problemi seri, pare facciano parte della vita. Il consiglio dunque non è su come evitarli, ma su come affrontarli. Con leggerezza. Atteggiamento molto zen, difficilmente raggiungibile da noi comuni mortali inghiottiti da situazioni più grandi di noi.

Eppure trovo il semplice/complesso consiglio validissimo. Se solo si sapesse come applicarlo. Ma passiamo alla seconda parte, più semplice. Forse.

I piccoli momenti. I piccoli momenti di tutti i giorni, anche non necessariamente intesi come “problemi”. Attimi scontati, una parola troppo sbrigativa a chi ci vuole bene, lo scocciarsi per un nonnulla. Sommersi infatti dai “problemi seri” di cui parlavamo prima, chi ha tempo – o semplicemente voglia – di star lì ad analizzare le piccole cose, a trattarle con serietà?

La vita scorre veloce, gli impegni si accavallano, il tempo non basta mai. Anche se troppo spesso ci si dimentica, la vita è fatta di piccole cose, appunto. Sarebbe bello dar loro il giusto peso, trattarle con serietà, renderle importanti ai nostri occhi. O ai nostri cuori.

Perché le cose che diamo per scontate non lo sono mai.

Annabelle Lee