L’autunno visto dal treno

Culla pensieri e pene, il treno. Ci pensa l’autunno ad avvolgerli di malinconia, nonostante il sole che si alza pigro su cime di faggi rossicci.

La brina biancastra esala fumi brumosi, fumi che insinuano abbracci non richiesti sul mondo dormiente, infestandolo di silenzi contemplativi e accettazione del fato.

Vorrei allungare la mano e posare le dita sulla foglia arrugginita dal sole, i polpastrelli che scivolano sulle gocce di mattino a spezzare il bagliore cangiante dello spettro colori… Un gesto inutile in una giornata qualunque.

La tela del ragno scintilla di luce, il cavallo espira nebbia da narici carezzevoli, l’alba è lenta, il treno veloce, la meta vicina, ma sempre sbagliata.

Annabelle Lee

Sul lago

Inseguo instancabile
L’accecante bagliore
Riflesso sull’acqua
Scintille di luce
Accendono la liquida seta
Ingannano la vista
E guariscono lo spirito

La barca leggera
Scivola muta
Su cristalli sciolti
Fumante si alza
Una tiepida caligine
Che avvolge il lontano
Di misterioso stupore

Il remo si abbassa
Gorgoglio sommesso
Si rende compagno
Di eccelsa solitudine
Non so trasformare
Quello che sono
In quello che è.

Annabelle Lee