Trasparenza

Con un colpo di mano
Cancellerei l’incerto
Il non vedere chiaro
Il finto e l’apparente
Le maschere usate
Da troppi troppo spesso
Cancellerei con grazia
L’affanno del sembrare
Usando imperterrito
I chimici solventi
Di quella verità
Contaminante
Strofinerei a fondo
Le superfici e il cuore
Assottigliando strati
Di fango e paure
Meschinità e dolore
Fino a trovare, pura
La vera trasparenza
Dell’essere reali.

Annabelle Lee

Il mondo siamo noi

Si possono dire molte parole sul mondo che ci casca addosso e su di noi che ci spostiamo. Riscaldamento globale, polveri sottili, microplastica, combustibili fossili, desertificazione, inondazioni, usa e getta, frane, disastro ambientale, tromba d’aria, sfruttamento incontrollato della terra del mare dell’aria delle foreste… Parole che sentiamo ogni giorno, che ci vuoi fare, è così e basta, speriamo non tocchi a noi.ph.@greentumble

Speriamo non tocchi a noi fa ridere, fa anche piangere. Non solo ci tocca, è dentro di noi, siamo tutto questo, inutile guardare dall’altra parte, non serve cambiare canale, non basta non vedo non sento non parlo, siamo il collasso di noi stessi, meglio guardare, ascoltare, parlare, fare.

Fare, fare, cosa vuoi fare, sono cose più grandi di noi, non posso mica comprare la maglia di cachemire di provenienza controllata, io mi vesto a buon mercato, messa due volte è da buttare, fare? cosa vuoi fare, costa poco, vale poco. I danni fatti per produrla non li vedo, ho altro da pensare, lavoro da cercare, bambini da crescere.

Bambini da crescere, già. Dove? Come? Con cosa?

Sulla plastica galleggiante, con la mascherina, col merluzzo contaminato. Orrore.ph.@bbc

Il mondo siamo noi. Siamo quindi il mondo in cui vogliamo vivere, crescere figli, invecchiare, essere felici!

Pensiamo di non poter fare niente, che è il mondo che deve cambiare, che siamo troppo piccoli, che le regole le fanno gli altri, che noi subiamo e basta…

Il mondo siamo noi. E se noi siamo il mondo, a noi anche il cambiamento.

Una cartina buttata per terra. Quindici buste al supermercato. La spesa fatta in macchina. La raccolta differenziata fatta con indifferenza – tanto non mi vede nessuno. Le cose che non vanno più di moda. La moda di plastica. Il menefreghismo. La noncuranza. Il guardare dall’altra parte. Anche questo siamo noi. E noi siamo il mondo.

Annabelle Lee

L’autunno visto dal treno

Culla pensieri e pene, il treno. Ci pensa l’autunno ad avvolgerli di malinconia, nonostante il sole che si alza pigro su cime di faggi rossicci.

La brina biancastra esala fumi brumosi, fumi che insinuano abbracci non richiesti sul mondo dormiente, infestandolo di silenzi contemplativi e accettazione del fato.

Vorrei allungare la mano e posare le dita sulla foglia arrugginita dal sole, i polpastrelli che scivolano sulle gocce di mattino a spezzare il bagliore cangiante dello spettro colori… Un gesto inutile in una giornata qualunque.

La tela del ragno scintilla di luce, il cavallo espira nebbia da narici carezzevoli, l’alba è lenta, il treno veloce, la meta vicina, ma sempre sbagliata.

Annabelle Lee

Sul lago

Inseguo instancabile
L’accecante bagliore
Riflesso sull’acqua
Scintille di luce
Accendono la liquida seta
Ingannano la vista
E guariscono lo spirito

La barca leggera
Scivola muta
Su cristalli sciolti
Fumante si alza
Una tiepida caligine
Che avvolge il lontano
Di misterioso stupore

Il remo si abbassa
Gorgoglio sommesso
Si rende compagno
Di eccelsa solitudine
Non so trasformare
Quello che sono
In quello che è.

Annabelle Lee