ISPIRAZIONE o INSPIRAZIONE? Questo il dilemma.

Ci si perde. A volte capita di perdere la parola scritta.
Per una persona che ama scrivere, che lo fa per professione o per diletto è un bel guaio.

Ne siete sicuri?

Ieri cucinavo (sì, mi capita a volte) e non ero convinta di quello che stavo facendo: troppo sale, poco olio, ho dimenticato un ingrediente ed ero anche troppo sbadata per risolvere il problema semplicemente assaggiando il delizioso piatto.
Eppure cucino tutti i giorni, non mi manca l’esperienza né la fantasia di creare nuovi piatti, però, non ci sono riuscita. Ho messo sul piatto qualcosa che non era buono, che non s’avea da fare.
Così, davanti a quella cosa fumante, ho pensato che anche l’ispirazione può venire a mancare e che non è un male.

È necessaria per equilibrare desiderio e fame.

Il problema era la routine, il mettere la scrittura tra i vari impegni quotidiani. Perché prima o poi capita il black out e tutto si fa buio. Hai voglia di trovare la torcia quando non riesci a orientarti.
Ho preso il piatto insipido e l’ho cestinato.
Pane e formaggio hanno soddisfatto il mio palato, le mie mani e liberato la mia mente.
Mentre mangiavo, respiravo, pensavo ed ero rilassata.
Andava bene anche la semplicità del cibo salvacena, andava bene anche godersi la famiglia e le chiacchiere.

In poche parole, se l’ispirazione manca, non fa nulla. L’importante è continuare a inspirare ed espirare.

Il resto arriverà, portato dal vento e nel giusto momento.

Giorgia

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I social: incubo o speranza?

Siamo più o meno consapevolmente nell’era dei social network. Ci sono quelli fotografici, quelli sintetici, quelli liberi, quelli più severi (davvero?) e il mondo ha imparato a interfacciarsi con uno strumento di comunicazione assolutamente sorprendente, ma terribilmente pericoloso.

Non esiste una vera scuola che ti insegni come essere social senza rischi. Ci sono però molti convegni, articoli di persone note e specializzate in tal disciplina o talaltra, ed esperti (esperti? Di cosa?) che si mettono in cattedra e cominciano a elencare pro e contro, problematiche e utilità, risvolti psico-sociali e psico-solitari che ne conseguono. Che accadono, cioè, in seguito all’utilizzo più o meno intensivo di queste finestre aperte sul nulla, un nulla che è diventato il tutto.

È un male, ormai la gente non distingue più il reale dal virtuale.”

Non serve avere un volto o un corpo, dove andremo a finire.”

Perdi ore su quei cosi e smetti di vivere.”

Queste alcune delle frasi più ricorrenti che si sentono in giro. Non posso dire che abbiano torno, ma nemmeno sono portatrici di una verità assoluta.

Il problema, se di problema si vuole parlare è che non si riesce a stare al passo con i tempi che corrono lesti portando modifiche fondamentali alla comunicazione di massa e di masse.

Che sia un bene o un male lo potremo affermare tra dieci anni, a mio parere, siamo in un periodo di boom sociale. Al momento stiamo attraversando il picco del virtuale come vita.

Un po’ come è successo con l’avvento della televisione: tutto era bello, nuovo, attrattivo e, nel mentre, nascevano meno bambini, e quei bambini che nascevano stavano troppe ore davanti alla televisione. Ora quello che esce da quella scatola è meno importante, meno attraente e meno vero.

E così sarà con i social media. Io mi auguro solo che la consapevolezza di noi si sviluppi prima della consapevolezza del virtuale.

Giorgia

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La salute della cultura

La cultura è come la salute: non se ne ha mai troppa. Ma, se per la salute ci si suggerisce una mela al giorno, cosa fare per la cultura? Un libro al giorno? Ottimo, davvero ottimo! Ah, non è così? Mi sembrava troppo bello, infatti. Neppure io leggo un libro al giorno, a volte non leggo un libro per vari giorni… La mia salute culturale non è proprio al top, anche se cerco di rimediare con una dieta variegata. Musica, film, arte, a volte anche giornali – no, l’oroscopo non vale! – , i palazzi antichi, una fotografia, un aforisma su Facebook, tutto il bello è cultura.

Guardiamoci intorno senza paure, la cultura non è mai troppa!

Annabelle Lee