Sogno o son desto?

Ovunquemente si leggono frasi sui sogni, sul sognare e sul non smettere mai di credere ai propri sogni.

Io, invece, voglio un manuale che mi spieghi come realizzare tutti i sogni che ho in testa, e non nei cassetti.

Toh, non esiste.

Esistono delle guide per rinfrancare anima, corpo, cuore; per solidificare la fiducia in sé o stimolarla o farla venire a galla o… crearla, nel peggiore dei casi.

Io non voglio tutta questa letteratura che insegna in modo univoco, senza distinzioni di sorta, come diventare straordinari, felici, belli, sicuri di sé e con i sogni a portata di mano.

Ora, se i sogni sono a portata di mano, che ti costa realizzarli?

La paura mi blocca.

La timidezza è il mio tallone d’Achille.

Non ne ho il tempo.

Non ne ho la possibilità.

E allora non sognare.

Smettila di crearti illusioni che tali resteranno e che diventeranno solo delusioni.

Se vuoi davvero qualcosa, lo fai.

Le conseguenze? Si affrontano.

Le paure? Si superano.

La timidezza? Si sfrutta come leva per arrivare dove si vuole arrivare in modo meno sfrontato e più gentile.

Non esiste nulla di impossibile. Siete voi che siete impossibilitati a farlo.

Giorgia

Ogni giorno è San Valentino

Se vivi un amore vero, non hai bisogno di San Valentino.

Se vivi un amore vero, non sai nemmeno quando è San Valentino. Semplicemente non t’importa. Sei impegnato a coltivare il tuo sentimento, momento dopo momento, ogni momento. Perché l’amore non ha un giorno in cui deve essere ricordato. L’amore niente se ne fa della scatola di cioccolatini o della rosa rossa nel giorno in cui la TV o i social ci dicono che si fa così. L’amore vero non vuole attenzioni commerciali, né posare per uno scatto su Instagram, o cenare fuori perché è romantico.

L’amore vero è romantico ogni giorno, anche quando non lo è. È romantico quando chiama per sapere se deve prendere il pane o quando va a buttare l’immondizia, è romantico quando si premura di sapere se sei arrivato o se va tutto bene. Ed è romanticissimo quando lo fa dopo vent’anni dal primo San Valentino.

L’amore vero è attento ogni giorno, perché ogni giorno è amore.

Annabelle Lee

L’amore ai tempi di San Valentino Non è un’epidemia, state sereni.

love-3134063_1920Siamo giunti al giorno del cioccolato per eccellenza, dopo Pasqua e Natale: San Valentino.

La festa degli innamorati di fatto o per sempre. I più pragmatici si accontentano di un “finché morte non ci separi”.

Io evito di pensare, di vedere e di soffermarmi di fronte a cotanto rosso e cotanti cuori e cotanto ammmore.

Non voglio tediarvi con le solite frasi sarcastiche sul sentimento più sfruttato del mondo, dei tempi e dalle persone. Penso che siate in grado di vederlo da voi, di arrivarci da soli.

A cosa?

Massì, al fatto che rose, cuori e sorrisi non rendono l’amore ciò che è in realtà. E nemmeno le tragedie greche né i tormenti alla Shakespeare né tutte quelle scemenze del “ti amerò per sempre, nonostante tutto, nonostante te, nonostante me…”. Se ami nonostante, non fracassare i timpani con le lagne. Ama, odia, fai ciò che vuoi, ma stai zitto. Al mondo ci sono già abbastanza eventi drammatici e dolorosi. Evitiamo? Grazie.

Va bene, va bene.

Avete ragione. Avevo detto che non mi sarei soffermata.

Passiamo oltre.

Vorrei però spiegare perché non sono una donna romantica, e fate finta di essere interessati, per cortesia!

Un tempo, non molto, addietro ero una ragazzina romantica che sognava l’amore del quale leggeva nei romanzi e che i film e telefim confermavano giorno dopo giorno.

Adoravo i bad boy: belli, tenebrosi, antipatici, stronzi, irraggiungibili. Ecco, appunto.

Se sono antipatici, stronzi e irraggiungibili che hanno di bello? Ah, io li avrei salvati con il mio charme, la mia bellezza e li avrei fatti capitolare ai miei piedi rendondoli felici e soddisfatti.

Peccato che ero una ragazza normalissima, piuttosto timida e pigra.

Crescendo un po’, non molto in verità, ho cambiato rotta e perdevo la testa per i ragazzi belli (ok, questo è un minimo comun denominatore, fatevene una ragione), solari, leader e amiconi di tutti. Di tutti tranne della sottoscritta che faceva parte dei nerd, degli emarginati sociali e che li avrebbe fatti sfigurare.

Ma io non ero conscia del divario (immaginario, lo so) che ci separava e, sempre sulla base delle frequentazioni libresche e filmesche di cui sopra, ero convinta che il lui di turno avrebbe amato il mio essere così diversa.

Certo. Figuriamoci se non aspettava altro.

Ma questa è l’adolescenza che dovrebbe forgiare il carattere e delineare la consapevolezza del sé. Solo che non sempre funziona.

Ci sono persone che rimangono impantanate in questi stereotipi immaginari e ci sguazzano tormentandosi tutta la vita.

Persone, donne ormai, che non hanno idea di cosa sia l’amore e lo cercano in modo sbagliato e in luoghi altrettanto erronei.

Non esiste un amore così distorto. E se anche esistesse, sarebbe circoscritto alla vostra mente.

In un rapporto di coppia mediamente sano manca la perfezione, abbondano gli scontri e rinascono gli incontri tra due persone che imparano ad amarsi ogni giorno tra le difficoltà e i sorrisi, tra le lacrime e il sesso, tra mille impegni e attimi di intensa intesa.

L’amore è come la vita. Non si sa cosa o come sia, lo si vive al meglio, e se finisce, se non ne vale più la pena, se ciò che era è stato solo un fugace interludio, lasciamolo andare.

Non ci sono ricette, poesie, romanzi, film o istruzioni d’uso e manutenzione. Ci sono solamente due persone che, più o meno consapevolmente, si sono trovate.

Ecco il motivo del mio mancato romanticismo.

Non mi serve la dichiarazione poetica quando ho qualcuno che mi comprende, mi sostiene e mi è accanto ogni giorno. Non mi servono le rose e i cioccolatini (beh, sui cioccolatini non ho ancora le idee chiare, ma ci sto lavorando) quando ho la cena nel piatto e la stanchezza che mi travolge.

Sono i gesti a fare la differenza. I semplici gesti quotidiani a rendere l’amore poesia. Il resto è bello, dolce, scenografico, ma assolutamente non essenziale.

Giorgia