La bellezza ci salverà

Ho deciso di intitolare così il primo articolo “ufficiale” di questo blog. È un onore scrivere qui, è un onore scrivere, scrivere parole, parole, parlare parole. È pieno il mondo di scrittori – volevo dire “gente che scrive”-, è pieno il mondo di parole e che fare quando queste sono troppe? Tante volte sono troppe: quando non dicono niente, quando dicono ma non fanno, quando dicono, fanno, ma fanno male.

La bellezza ci salverà. Ogni tanto scrivo questo pensiero nei miei aforismi, a volte lo spero e di rado ci credo. Tuttavia non può essere diversamente, il finale deve essere questo per il semplice motivo che, se non sarà la bellezza a salvarci, chi lo farà? No, non rispondete. La domanda è retorica e la retorica a poco serve.

Ci sono tanti modi per intendere la bellezza. Il tramonto aranciato e poi subito viola e gli azzurri, tanti azzurri irreali, come immaginarli senza vederli? Il taglio definitivo dell’orizzonte, il sole che non è sole, ma animo di bruciante fulgore; fermate il tempo, fermate il sole, i colori ora, per sempre… E poi un fiore, cos’è un fiore nella complessità del mondo: sfumature di giallo infinite, tante parole ma non abbastanza per descrivere il giallo di un fiore che è un po’ bianco e un po’ respiro, lo guardo, morbidi petali che racchiudono un mondo complesso… E poi ancora, un bambino che gioca, le palpebre socchiuse dell’amata, il mormorio del silenzio, la luce nel cielo di notte, il riflesso di giada nell’occhio del gatto che ronfa…

C’è bellezza nel mondo e noi siamo il mondo. Le parole aprono orizzonti ma non bastano per creare tramonti. Per immaginare tramonti è necessario capire le parole. Per vedere bellezza serve saper guardare. Al tramonto la bellezza resta indifferente, al gatto non importa dei riflessi misteriosi della giada attraversata dalla luce, al fiore non interessa delle sue infinite sfumature di giallo per le quali non sono state ancora inventate le parole e alle parole non serve essere poesia. Solo noi possiamo vedere bellezza, leggere bellezza, sentire bellezza ed è solo quando essa viene vista o letta o sentita, che diventa bellezza.

Apriamo i sensi, allora! Troviamo la bellezza, perché lei ci salverà.

Annabelle Lee

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ISPIRAZIONE o INSPIRAZIONE? Questo il dilemma.

Ci si perde. A volte capita di perdere la parola scritta.
Per una persona che ama scrivere, che lo fa per professione o per diletto è un bel guaio.

Ne siete sicuri?

Ieri cucinavo (sì, mi capita a volte) e non ero convinta di quello che stavo facendo: troppo sale, poco olio, ho dimenticato un ingrediente ed ero anche troppo sbadata per risolvere il problema semplicemente assaggiando il delizioso piatto.
Eppure cucino tutti i giorni, non mi manca l’esperienza né la fantasia di creare nuovi piatti, però, non ci sono riuscita. Ho messo sul piatto qualcosa che non era buono, che non s’avea da fare.
Così, davanti a quella cosa fumante, ho pensato che anche l’ispirazione può venire a mancare e che non è un male.

È necessaria per equilibrare desiderio e fame.

Il problema era la routine, il mettere la scrittura tra i vari impegni quotidiani. Perché prima o poi capita il black out e tutto si fa buio. Hai voglia di trovare la torcia quando non riesci a orientarti.
Ho preso il piatto insipido e l’ho cestinato.
Pane e formaggio hanno soddisfatto il mio palato, le mie mani e liberato la mia mente.
Mentre mangiavo, respiravo, pensavo ed ero rilassata.
Andava bene anche la semplicità del cibo salvacena, andava bene anche godersi la famiglia e le chiacchiere.

In poche parole, se l’ispirazione manca, non fa nulla. L’importante è continuare a inspirare ed espirare.

Il resto arriverà, portato dal vento e nel giusto momento.

Giorgia

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I social: incubo o speranza?

Siamo più o meno consapevolmente nell’era dei social network. Ci sono quelli fotografici, quelli sintetici, quelli liberi, quelli più severi (davvero?) e il mondo ha imparato a interfacciarsi con uno strumento di comunicazione assolutamente sorprendente, ma terribilmente pericoloso.

Non esiste una vera scuola che ti insegni come essere social senza rischi. Ci sono però molti convegni, articoli di persone note e specializzate in tal disciplina o talaltra, ed esperti (esperti? Di cosa?) che si mettono in cattedra e cominciano a elencare pro e contro, problematiche e utilità, risvolti psico-sociali e psico-solitari che ne conseguono. Che accadono, cioè, in seguito all’utilizzo più o meno intensivo di queste finestre aperte sul nulla, un nulla che è diventato il tutto.

È un male, ormai la gente non distingue più il reale dal virtuale.”

Non serve avere un volto o un corpo, dove andremo a finire.”

Perdi ore su quei cosi e smetti di vivere.”

Queste alcune delle frasi più ricorrenti che si sentono in giro. Non posso dire che abbiano torno, ma nemmeno sono portatrici di una verità assoluta.

Il problema, se di problema si vuole parlare è che non si riesce a stare al passo con i tempi che corrono lesti portando modifiche fondamentali alla comunicazione di massa e di masse.

Che sia un bene o un male lo potremo affermare tra dieci anni, a mio parere, siamo in un periodo di boom sociale. Al momento stiamo attraversando il picco del virtuale come vita.

Un po’ come è successo con l’avvento della televisione: tutto era bello, nuovo, attrattivo e, nel mentre, nascevano meno bambini, e quei bambini che nascevano stavano troppe ore davanti alla televisione. Ora quello che esce da quella scatola è meno importante, meno attraente e meno vero.

E così sarà con i social media. Io mi auguro solo che la consapevolezza di noi si sviluppi prima della consapevolezza del virtuale.

Giorgia

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La salute della cultura

La cultura è come la salute: non se ne ha mai troppa. Ma, se per la salute ci si suggerisce una mela al giorno, cosa fare per la cultura? Un libro al giorno? Ottimo, davvero ottimo! Ah, non è così? Mi sembrava troppo bello, infatti. Neppure io leggo un libro al giorno, a volte non leggo un libro per vari giorni… La mia salute culturale non è proprio al top, anche se cerco di rimediare con una dieta variegata. Musica, film, arte, a volte anche giornali – no, l’oroscopo non vale! – , i palazzi antichi, una fotografia, un aforisma su Facebook, tutto il bello è cultura.

Guardiamoci intorno senza paure, la cultura non è mai troppa!

Annabelle Lee