Il dono perfetto

Trovare il dono perfetto – un’impresa impossibile?

Città luccicanti, cieli plumbei, guanti e sciarponi, jingle bells, Natale alle porte. Ogni anno che passa mi sembra che tutto questo si stia trasformando sempre di più in una scelta obbligata, spoglia da ogni magia ed eventuale vero significato. Sicuramente sono solo io che divento sempre più cinica, sempre più arida. Ecco perché quest’anno voglio fare uno sforzo, uno sforzo vero, e concentrarmi sul dono perfetto.

Cos’è il dono perfetto?

Per rispondere a questa domanda la prima cosa da sapere sarebbe: “cos’è il dono?”, quesito per il quale non sono mica sicura di avere la risposta. Ma internet non sta qui per pettinare le bambole, no, anche per truccarle, vestirle e far fare loro i selfie, ops, sto andando fuori dal seminato, dicevamo: internet a cosa serve? Ecco quindi dono spiegato dalla Treccani e c’è una sottile differenza fra dono e regalo: il primo ha un senso più astratto e non è necessariamente associato a oggetti o situazioni concrete, mentre il secondo si riferisce a cose tangibili.

Questo è allora il vero sforzo: concentrarsi sulle emozioni che il dono perfetto potrà scaturire per comprendere quale sia il dono perfetto. Mi spingerò persino oltre, mi sento davvero generosa, tanto per restare in tema: capire quale sia il dono perfetto per una certa persona consiste nel comprendere qual è l’emozione che più vorrebbe vivere. E, a bruciapelo: voi sapete qual è l’emozione che più vorreste vivere?

La domanda è difficile, la risposta altrettanto. Per rispondere su sé stessi bisognerebbe conoscersi davvero; per rispondere sugli altri bisognerebbe aver dedicato loro molto tempo. In entrambi i casi mi pare non siamo messi benissimo. Non buttiamoci giù per così poco, però: per le emergenze, c’è sempre internet!

Le idee per il dono perfetto

Ovviamente se siete a corto di idee, ispirazione, tempo o semplicemente voglia di fare, a portata di click c’è tutto quello che serve per sopperire a tali mancanze. Chiaro, ciò non trasformerà i vostri acquisti in veri doni, in quanto abbiamo capito che per farlo è necessario risolvere il quesito sopra, ecco tuttavia qualche alternativa al solito pigiama:

  • idee varie per categorie varie. Sul sito di Esquire.com troverete una divertente lista di proposte originali divise per categorie di destinatario: dall’amante del vino al fan di Game of Thrones, dal padre che ha già tutto alla nuova fidanzata (propria, non del padre) e via dicendo. C’è anche la categoria “idee per gli amanti dei libri che non siano libri”, l’elenco purtroppo si ferma a 15 proposte, superato persino da “idee per gli amanti del whisky”. Per dire. Ah, il sito è in inglese, ma le foto parlano da sole.
  • non siete tipi stravaganti e preferite proposte più terre-à-terre (dove per terre-à-terre s’intende economiche)? Today.com ne ha di alternative, lo segnalo in particolar modo a chi vuole sorprendere il proprio cane. Scherzi a parte, ce n’è per tutti. Gatti inclusi.
  • forse non nuove o originalissime le proposte di Foxlife.it, ma l’articolo contiene anche un galateo natalizio e idee divertenti per i cari.

Piccolo avvertimento: come tempistiche siamo quasi al limite, quindi gli ordini on-line rischiano di non arrivare in tempo. Non buttatevi giù, esistono ancora i negozi “analogici”. Lo so, sembra incredibile, ma se entrate in un vero negozio e fate una domanda, magari rimarrete sorpresi nel sentire che vendono cose anche loro. E le incartano pure.

Il dono perfetto

Lo abbiamo capito: fare il dono perfetto non equivale ad acquistare cose, impacchettarle più o meno bene (qui una guida per confezionare regali in modo originale) e scambiarcele in un gesto obbligato. Fare il dono perfetto significa comprendere un desiderio nascosto e riuscire a soddisfarlo senza che ci venga richiesto.

La mia idea (l’unica) in merito al dono perfetto è molto semplice. Regalare libri. Ideona, direte voi, non ci ha mai pensato nessuno, sai che originalità, che fantasia! Va bene, avete ragione, detta così…

Provate però a pensare profondamente, realmente, alla persona a cui dovete fare dono: credete di sapere davvero cosa sarebbe perfetto per lei/lui in questo esatto momento? Conoscete veramente le sue sensazioni, i suoi stati d’animo, i suoi veri bisogni per poter fare una scelta che si definisca perfetta?

Il mio dono perfetto è il libro perfetto, ma il libro perfetto sta a voi sceglierlo. Il giusto libro lascia un segno per la vita, non vi sentite già al settimo cielo nel saperlo? Inoltre potete scriverci sopra un pensiero che resterà lì, a far compagnia al libro. Oppure sarà il libro a far compagnia al pensiero, non so, comunque sia, l’unica cosa che conta davvero è che entrambi facciano compagnia alla persona a cui li avete donati.

Se invece non sapete scegliere, c’è una categoria di libri con cui difficilmente si può sbagliare: i libri da collezione. Individuate i gusti del destinatario e fate la vostra scelta:

Cibo: Food & LifeFood & LifeInterior Design: Domus DomusViaggi: Great Escapes Africa Great Escapes Africa

Conclusioni

Come potete immaginare, più si pensa, più le idee arrivano. Questi erano solo alcuni esempi in un mondo di infinite possibilità, così come infinito è il nostro mondo interiore. Se siamo stati bravi ad ascoltare, a osservare e a capire, fare il dono perfetto sarà davvero facile. Mettergli un bel fiocco grande completerà l’opera.

“Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.”

Albert Einstein

Ho sempre trovato che sia più facile dare che ricevere: c’è una grande liberazione nel primo e un certo imbarazzo nel secondo. E voi? Preferite più fare doni, o riceverli?

Annabelle Lee

Come sopravvivere all’inverno

Sopravvivere all’inverno

Miniguida per la sopravvivenza all’inverno e alle intemperie della vita.

Fra tutti i periodi dell’anno l’inverno è la vostra bête noir? Il freddo vi deprime e vi mette di malumore, detestate le feste natalizie e le corse impazzite ai regali inutili? Ecco a voi una guida che in pochi passi vi svelerà i trucchi utili per sopravvivere indenni all’inverno e al suo gelo. Anche se lo avete soltanto nel cuore.Inverno

La preparazione

Sì, esatto. Per vincere l’inverno è necessaria una strategia. Serve partire per tempo. Bel tempo:

  • Vivere l’estate come se fosse infinita. Assaporare i momenti rendendoli lunghissimi, bearsi della calda luce del sole riempiendo ossa e cuore di quella energia dorata, stare sempre nella luce. Persino Ottobre viverlo come un mese estivo.
  • Nei mesi prima e dopo il fatidico inverno, stare all’aperto il più possibile.
  • Non pensare mai all’inverno, ma vivere come se l’estate fosse per sempre.

Vari studi scientifici dimostrano la diretta correlazione fra la salute e una moderata esposizione solare, ecco qualche esempio:

  1. Abbassamento pressione sanguigna: uno studio realizzato alla Università di Edimburgo e Southampton dimostra che l’esposizione al sole provoca il rilascio di ossido nitrico nel sangue, abbassando la pressione sanguigna e diminuendo i rischi d’infarto.
  2. Rafforza la salute delle ossa: ultime ricerche scientifiche hanno scoperto uno stretto collegamento fra la densità ossea e la Vitamina D3 (che si forma dalla vitamina D quando il sole lambisce la pelle). Alti livelli di vitamina D3 diminuiscono il rischio di fratture ossee.
  3. Antidepressivo naturale: la privazione di luce solare può provocare la SAD (seasonal affective disorder), comune fra le persone che trascorrono molto tempo in ambienti illuminati artificialmente. Una moderata esposizione alla luce solare migliora l’umore, dato che nei giorni di sole il cervello produce più serotonina.
  4. Rafforzamento sistema immunitario: il numero di cellule bianche aumenta con l’esposizione solare, cellule che hanno un ruolo fondamentale nella lotta contro le malattie e nella difesa contro le infezioni.

La lista continua ancora con argomentazioni persino più specifiche, come l’ultima ricerca dell’Università di California che ha evidenziato una riduzione del 60% del rischio di sviluppo di ogni forma di cancro in seguito a un supplemento della Vitamina D nel corpo.

Molto bene, mi sento già meglio. Ricordarsi però che l’esposizione prolungata al sole senza protezione provoca danni permanenti alla pelle, quindi l’utilizzo costante di un SPF30 di ultima generazione serve a prepararci al meglio per sopravvivere all’inverno.

L’inverno

Appena i giorni s’incupiscono e le temperature scendono – insieme al livello della nostra serotonina – fare un respiro deciso. Non serve a sentire meno freddo, ma a ossigenare i polmoni e prendere coscienza del fatto che un processo iniziato è già in moto verso la sua fine. E, nel frattempo, possiamo affrontare al meglio la stagione fredda usando questi piccoli trucchi:

  • Il solstizio invernale. Letteralmente “sole fermo” (dal latino sol – sole e sistere – stare fermo), teoricamente rappresenta l’inizio dell’inverno (astronomicamente parlando), in pratica è il giorno più corto dell’anno, ergo… passato questo, le giornate iniziano ad allungarsi. Possiamo già pensare all’estate. Va bene, alla primavera.
  • Il tè. I benefici del tè sono risaputi e valgono per tutte le stagioni, tuttavia è difficile bere caldi infusi in torride giornate estive – abitudine invece altrettanto salutare, in quanto gli alimenti caldi contribuiscono ad abbassare la temperatura corporea. In inverno però il problema non si pone, anzi: possiamo approfittare, recuperando terreno. Esistono varie qualità di tè, ognuna con proprie caratteristiche, come anche innumerevoli infusi e tisane; il mio consiglio è di provarne il più possibile: oltre a riscaldare l’anima, si svilupperà in voi un vero sommelier del tè. Poco utile, molto chic.Tè
  • Le letture calde. Leggere in inverno libri che parlano d’estate, di posti esotici e caldi, ecco un’escamotage bellissimo e rilassante per affrontare con leggerezza l’inverno! Qualche titolo? Dai classici ai polizieschi, dai moderni alle letture horror, c’è per tutti i gusti:
  • Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Màrquez – capolavoro della letteratura, Premio Nobel, l’elenco può continuare a lungo. Quello che interessa a (oltre all’originalissima trama) è l’ambientazione tropicale, le atmosfere umide e intrise di calura, la luce accecante del giorno e le notti limpide in cui frignano grilli. Da accompagnare con qualche pezzetto di cioccolato. La lettura, non i grilli.

  • Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer. La nostra breve recensione vi parlerà del viaggio intrapreso dal giovane Jonathan alla ricerca delle sue origini in una Ucraina estiva, estemporanea e colma di girasoli. Una calda immersione in riflessioni poco calde.

  • Corpi al sole di Agatha Christie. Una delle avventure di Hercule Poirot forse meno conosciute, eppure fra le mie preferite. Intrigante ambientazione sull’Isola del Contrabbandiere, cieli tersi, corpi abbronzati e, naturalmente, delitto a colazione. Perfetto da leggere quando piove.

  • It di Stephen King. Un titolo che è una garanzia per gli amanti del genere, horror assoluto, viene spesso associato all’estate nelle liste di libri che parlano d’estate. Ora: secondo me l’estate è l’ultima cosa che questo libro vi suggerirà, ma sarete talmente annichiliti dalla paura da scordarvi in che stagione siamo. Da leggere con un gatto vicino. Un gatto coccoloso, non grrr.

Leggere riscalda l’animo.

Conclusioni per sopravvivere all’inverno

La mia conclusione è breve, personale e si riassume in questa frase di Albert Camus:

“…nel bel mezzo dell’inverno,

Ho scoperto che vi era in me

Un’invincibile estate.”

Non importa che stagione sia, né che anno è, o che età abbiamo. Quello che importa è non lasciare che l’inverno ci geli il cuore.

Invincibile estate

Mia cara,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo
vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.

Albert Camus

Inverno

Annabelle Lee

Ode d’amore

Mentre tutti vantano
Un cuore spezzato
Io sciolgo il mio
Nel pensiero di te
Come ti amo!
Scialbe parole
Di versi maldestri
Buoni a niente
Dinanzi all’immenso
Di quel sentimento
Come ti amo!
Qual vuoto intorno
Che arido posto
È mai questo mondo
In cui non ci sei?
Che inutili fremiti
Di tiepida fiamma
Sentirò per chiunque
Che non sia te?
Amaro destino
Nell’amare invano
L’idea d’amore
Che risiede in me.

Annabelle Lee

Recensione semiseria de “Il Maestro e Margherita”

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

Il Maestro e Margherita è, senza mezzi termini, uno dei cento libri da leggere almeno una volta nella vita. E, anche se nell’elenco Best Books Ever di Goodreaders sta al 112 posto, lo proclamo senz’altro un capolavoro.

È molto difficile parlare di libri difficili. Ma partiamo dall’inizio, o quasi. L’inizio è sempre il solito: quello in cui l’adolescente s’incaponisce nel fare esattamente il contrario di quello che dicono i genitori. In questo caso l’adolescente ero io che mi rifiutavo di leggere i libri osannati dal genitore. Il genitore era Madre, la mia, che faceva, guarda caso, la bibliotecaria. Di libri se ne intendeva. Mentre a me sono serviti altri quindici anni per scoprire il talento di Bulgakov .

L’edizione che mi è capitata fra le mani aveva un gatto in copertina, solo in seguito ho scoperto che la maggior parte delle diverse edizioni aveva come soggetto l’immagine di un gatto. Generalmente smilzo, quindi in completo disaccordo col personaggio. Andiamo con ordine.Il Maestro e Margherita

In copertina: Théophile Alexandre Steinlen, Riapertura del cabaret Chat Noir, 1986

Ambientazione de Il Maestro e Margherita

Sullo sfondo Mosca, anni 30, circoli intellettuali, discorsi impegnati, impiegati, scrittori, impiegatucci, umanità varia costretta ad arrangiarsi sotto la morsa feroce del regime che permea ogni atomo. Ed è questo regime il vero Satana, peggio di Woland, l’oscuro Diavolo venuto in visita nella capitale russa in una placida estate come tante. Eppure il regime resta in secondo piano, mai nominato davvero, mai esplicitamente indicato come ragione di tutti i mali. Quando di mali ce n’erano in abbondanza.

A capitoli alternati, ci spostiamo indietro di 2000 anni: Gerusalemme, palazzo di Ponzio Pilato, palme, caldo afoso, una decisione da prendere: crocifiggere Jeshua Hanozri oppure…

Personaggi de Il Maestro e Margherita

Diversamente dal regime, Woland invece è ben presente come personaggio, in primissimo piano, sul palcoscenico addirittura. Un Lucifero profondo come l’inferno, giusto come solo un Innominato può essere, onnipotente, paurosissimo. Ancor di più se si analizza quel modo di dire tutto balcanico (e presente nella maggior parte dei romanzi est-europei) “che il Diavolo ti porti”, un “augurio” spaventoso, ma usato con la leggerezza di chi non dà peso alle parole. Specie se indirizzato verso sé stessi: “che il Diavolo mi porti…”, specie se si dà il caso che il Diavolo sia nei paraggi. Woland però è oltre lo spauracchio da tenebra, lui è l’essenza della controparte, il peso perfetto sulla bilancia universale.

La compagnia di Woland è “piccola, mista e senza malizia”: Behemoth – il gatto della copertina per l’appunto, ma molto più ciccione e combina-guai –, Korov’ev, personaggio fastidioso e difficile da inquadrare, Azazelo, un tipo che non promette nulla di buono, e Hella, discinta ragazza dal nome che è tutto un programma.

Behemoth

Behemoth Ph.@Museo di Bulgakov

Confesso che inizialmente ho avuto difficoltà nel trovare la chiave di lettura, avevo sentito dire che le chiavi per questo libro erano persino molteplici, ma Korov’ev e Behetmoth mi confondevano non poco: ciarlieri, buffoni, talmente grotteschi da non riuscire a star loro dietro. La vacuità dei loro discorsi innervosiva la mia sete di compiuto, ma non erano vacui, loro, ero io a essere cieca. Solo dopo parecchie pagine ho avuto un’epifania, mi si è aperto finalmente il mondo del libro e improvvisamente mi è sembrato di leggere in una lingua che potevo comprendere. Momento epico.

La Donna. Margherita Nikolaevna, personaggio sublime nella sua semplicità assoluta, talmente da rasentare la purezza d’animo, eppure capace di stringere un patto col Diavolo. Esatto. Margherita è pronta a tutto per salvare il suo amore. E, pagato il pegno, al momento di riscattare il suo premio, pensando di essere stata ingannata, non fa domande, non implora giustizia, non piange pietà. Lei è così immensa da congedarsi semplicemente così:

“– Stia bene, Messere, – disse ad alta voce e pensò: << Se soltanto riesco a uscire di qua, arriverò fino al fiume e mi annegherò. >>”

Eppure il Diavolo non inganna, la sua parola è sola verità, quindi messa nuovamente davanti alla scelta del suo premio, Margherita sorprende ancora. Sorprende il lettore, rinunciando a tutto quello per cui si è venduta l’anima, il suo adorato Maestro e, ancor più strabiliante, sorprende Lucifero, che tutto sa (ma questa non se l’aspettava).

Nella sua soave pacatezza, Margherita incarna regalmente le mille anime della donna: quella da amante, da strega, da guerriera, quella sacrificale e quella vendicativa, la donna completata dall’amore, eppure completa anche senza.

Il Maestro. Se Margherita è pronta a tutto per il suo amore, il Maestro rinuncia a tutto per il suo. Che è il suo libro. Stroncato impietosamente dalla critica. Così, Bulgakov fa vivere al suo personaggio, anch’esso scrittore, l’angustioso tormento che lui stesso ben conosceva: la critica, la censura, il negare la possibilità di scrivere, di pubblicare. Il Maestro si deprime, impazzisce, butta le armi, brucia il manoscritto. Ah, di cosa parlava, il suo libro? Di un posto afoso, pieno di polvere e sabbia e palme, di Ponzio Pilato e di una decisione da prendere…

I punti salienti de Il Maestro e Margherita

  • La società che si delinea con chiarezza nel libro di Bulgakov potrebbe essere ovunque, in qualsiasi momento della storia, composta da chiunque. La corruzione, gli escamotage, una mano che lava l’altra, le bassezze umane, il lecca-piedismo, vi suonano conosciute? Ed ecco che è il Diavolo a punire tutto questo, un Diavolo giusto che non se la prende mai con i giusti, un Diavolo amante della verità, della rettitudine e della bellezza, chi l’avrebbe mai detto? Il personaggio negativo per eccellenza che diventa eroe
  • Le ambientazioni quasi oniriche magistralmente descritte: il volo di Marherita sopra la città, il ballo di mezzanotte, la foresta oscura che piega i suoi rami al passaggio di Woland, tu sei lì, ogni volta sei lì e respiri la loro stessa aria pregna di mistero e sottile minacciosità.Il ballo di Satana, Il Maestro e Margherita
Il ballo di Satana Ph.@Pinterest
  • La storia di Ponzio Pilato: un libro nel libro, il tormento di un uomo che sembra avere solo una scelta, la pacifica rassegnazione di un altro uomo davanti a una scelta già fatta.
  • Le frasi de Il Maestro e Margherita

    • La prima freschezza (Il Diavolo al barista disonesto)

    ” – Io, – disse con amarezza il barista, – dirigo il buffet al teatro di Varietà…”
    L’artista tese la mano, sulle cui dita brillavano gemme, come per sbarrare le labbra del barista, e disse con molto calore:
    – No, no, no! Non una parola di più! In nessun caso, mai e poi mai! Non metterò mai in bocca niente dal suo buffet! Io, egregio, sono passato ieri vicino al suo banco, e non riesco ancora a dimenticare lo storione e il pecorino! Carissimo! Il pecorino non può essere verde, qualcuno l’ha ingannato. Deve essere bianco. E il tè? È sciacquatura di piatti! Ho visto con i miei occhi una sozza ragazza che versava nel vostro enorme samovar acqua fredda da un secchio, e continuava a servire il tè! No, carissimo, così non va!
    – Chiedo scusa, – disse Andrej Fokič sbalordito da quel attacco improvviso, – io non sono venuto per questo, e lo storione qui non c’entra…
    – Come sarebbe a dire, che non c’entra, se è guasto!
    – Hanno mandato uno storione che non era più di prima freschezza, – comunicò il barista.
    – Amico, sono assurdità!
    – Perché assurdità?
    – Una cosa che non sia più di prima freschezza! La freschezza è una sola: la prima, ed è anche l’ultima. Se lo storione non è più di prima freschezza, vuol dire che è putrefatto.”

    • Le giuste regole (Il Diavolo a Margherita)

    “– Non chieda mai nulla a nessuno! Mai nulla a nessuno e tanto meno a quelli che sono più forti di lei. Ci penseranno loro a offrire e daranno tutto.”

    • L’ovvio (Korov’ev al controllo tessere)

    “– Lei non è Dostoevskij, – disse la donna a cui Korov’ev faceva perdere il filo.
    – Be’, chi lo sa, chi lo sa, – rispose lui.
    – Dostoevskij è morto, – disse la donna, ma con poca convinzione.
    – Protesto! – esclamò calorosamente Korov’ev. – Dostoevskij è immortale.”

    • L’amore

    “Ma chi ama, deve condividere la sorte di colui che egli ama.”

    • L’atmosfera

    “E, finalmente, Woland volava anch’egli col suo vero sembiante. Margherita non avrebbe potuto dire di cosa erano fatte le briglie del suo cavallo, e pensava che, forse, erano catenelle di raggi lunari e il cavallo era soltanto un blocco di tenebra, e la criniera di questo cavallo, una nube, e gli speroni del cavaliere, bianche macchie di stelle.”

    • Conclusione

    “Tutto sarà giusto, su questo è costruito il mondo.”

    La mia invece, di conclusione, non è esattamente in linea con quella di Woland. D’altronde io, di tenebroso, non ho neanche il gatto. E non avendo neppure il tempo dalla mia, devo concludere con un’ovvia amarezza in cui i regimi sono peggio di qualunque immaginario, gli eroi sono tali solo dopo la morte e i salvatori arrivano sempre quando non è rimasto più nulla da salvare.

    Gatto Behemoth

    Annabelle Lee